Cento anni di storia.

Il giorno 17 marzo 2026, l'insegnante Imma Pettrone e gli alunni della scuola primaria Dante Alighieri, incontrano lo storico partigiano Angelo Nazio.

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 Ci sono tanti modi di conoscere la storia: si possono leggere ed analizzare i libri, ascoltare le lezioni, guardare documentari. Un modo unico ed originale è quello di incontrare chi la storia l’ ha vissuta davvero. È il caso del partigiano centenario Angelo Nazio, chiamato per la seconda volta a parlare agli studenti dell’ istituto ” Dante Alighieri”. Classe 1925, Angelo ha vissuto gli anni drammatici e pieni di speranza di tre quarti del Novecento.

Nato da una famiglia contadina antifascista, il padre Giuseppe è stato ridotto in fin di vita da una squadraccia di camicie nere a Torpignattara, ha vissuto nei racconti dei suoi genitori i soprusi e le sopraffazioni della nascita della dittatura mussoliniana. Nel 1943, appena compiuti i diciotto anni, ha scelto di non arruolarsi nella Repubblica Sociale alleata dei nazisti e di andare in montagna, rischiando la fucilazione.

Nei suoi ricordi ci sono i particolari dei nove mesi di occupazione della citta’ di Roma con episodi indelebili della seconda guerra mondiale in Europa. I mesi della deportazione degli Ebrei di Roma verso i campi di sterminio in Germania, dell’ attacco militare di via Rasella, della strage delle Fosse Ardeatine e del rastrellamento del Quadraro. Un periodo tremendo, in cui gli allarmi per i bombardamenti risuonavano continuamente.
Fino al 4 Giugno del 1944 quando la citta’ di Roma e’ esplosa di felicita’ per l’ arrivo degli alleati. ”

È stato un tripudio di grande gioia” racconta Angelo che descrive quello che ha visto con i suoi occhi , con lo spirito di chi sa che ha avuto dalla vita un dono: quello di vivere a lungo, così a lungo affinché la Memoria aiuti le giovani generazioni a rifiutare gli orrori della guerra e della fine della libertà. Perché la liberta’ è come l’ aria: ti accorgi quanto è preziosa quando te la tolgono.
La Memoria storica è importante ma ha forti nemici rappresentati dall’ oblio e dalla pigrizia intellettuale, promuovere invece la cultura della Memoria, è fondamentale per gli studenti, legata alla sopravvivenza di ciò che è umano negli uomini. La straordinaria personalità di un uomo che ha scelto la lotta contro un nemico crudele, il nazifascismo.
La Memoria non è solo un esercizio del ricordo o una pratica commemorativa, ma rappresenta prima di tutto un atto di rispetto verso ciò che è stato, verso la Storia.
Custodire e trasmettere la propria memoria significa riconoscere la sofferenza di chi ha subito ingiustizie, violenze e atrocità e impedire che queste esperienze vengano dimenticate, ignorate o ridotte a semplici pagine di storia.

Occorre trasmettere ai giovani e giovanissimi i valori e i principi fondamentali che guidano le proprie scelte, la scelta della libertà e la scelta di stare dalla PARTE GIUSTA!

PROF.SSA IMMA PETTRONE.

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